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Come mai è così difficile vivere single?

Non tutti gli individui riescono a trovarsi a loro agio vivendo da single: è una questione caratteriale, ma anche dovuta alla pressione mediatica di una società sempre più spesso basata sul concetto di coppia e di famiglia.

Non è raro che film e televisione possano far passare un concetto: i single sono “sfigati”, in quanto individui incapaci di trovare un partner con il quale condividere gioie e dolori della propria vita.

Ma la realtà è tutt’altra cosa: l’argomento della propria vita sentimentale, infatti, dipende (o dovrebbe dipendere) dalla diversa personalità di ogni singolo individuo. Come mai è così difficile vivere single, dunque?

La difficoltà nel vivere da single: la pressione mediatica

Oggi siamo bombardati da contenuti che esprimono l’importanza di essere in coppia. Quando guardiamo la televisione, assistiamo sempre più spesso a due tipologie di contenuti: quelli che parlano di coppie felici, e quelli che parlano delle difficoltà e delle inadeguatezze di chi, invece, non riesce a trovare un compagno oltre al bombardamento delle pubblicità degli incontri online.

Basti pensare ai risvolti psicologici di pellicole come “Bridget Jones”, che dipingono i single come persone sfortunate e animate da tanti problemi di auto-stima. Non aiutano nemmeno gli aspetti della quotidianità: le persone sensibili a questo tema, infatti, tendono a notare la presenza di tantissime coppie, molte delle quali formatesi in una età più o meno giovane. Allora questo porta al seguente pensiero: cosa c’è di sbagliato in me?

Come mai è così difficile vivere single?

Intanto c’è da sottolineare un aspetto davvero importante: la paura di affrontare il mondo da soli emerge soprattutto quando vengono superati i 30 anni.

Questo perché la maturità finisce per rimpiazzare quella visione di coppia come una sorta di costrizione. Se in giovane età il single è felice di essere tale, per via della libertà sessuale, da “grande” subentra il dubbio che questa sia una scelta sbagliata: i dogmi sociali ci dicono, infatti, che la nostra priorità dovrebbe diventare quella di mettere su famiglia.

Questo, ovviamente, rende più difficile la vita da single. Ma la sopraggiunta maturità potrebbe anche spingere ad un cambio di prospettive: la mancanza di un partner, infatti, potrebbe cominciare a farsi sentire.

La fine della Sindrome di Peter Pan

La sindrome di Peter Pan è la tendenza a voler rimanere giovani per sempre: chi ne soffre, tende a vedere lo status di single come un modo per ripetersi che, al di là degli anni che passano, si è ancora in grado di conquistare tutte le donne che si desiderano.

Quando la maturità rimpiazza questa credenza, ecco che i problemi emergono tutti insieme: le avventure non si dimostrano più soddisfacenti, dunque si comincia a sentire l’esigenza di legarsi a qualcuno in modo permanente.

Naturalmente non è facile cambiare prospettiva dall’oggi al domani: quando succede questo, le difficoltà emotive emergono tutte insieme, e possono avere un impatto molto forte sulla psiche.

Paura di restare soli: puoi provare gli incontri online

Non di rado, sono le persone più sensibili e deboli caratterialmente a vivere lo status di single come una condanna e si danno da fare in tutti i modi per trovare un partner soprattutto negli incontri online come quelli che trovate nella pagina del sito specializzato http://www.pangorablog.it/ che elenca i migliori siti di dating online da frequentare per single che non ce la fanno a restare da soli!

Al contrario, gli individui con forte auto-stima tendono a vederla come una libertà da difendere a spada tratta. Perché accade ciò?

Per una questione caratteriale: alla base di questa difficoltà vi è una scarsa fiducia in se stessi, e la tendenza a ricercare la felicità appoggiandosi ad un altro individuo, possibilmente più forte di noi. Questa si chiama dipendenza affettiva.

Come mai è così difficile vivere single, quindi? In questo caso le difficoltà dipendono da noi, e non dall’essere soli in sé: serve intraprendere un percorso di studio personale, che ci faccia capire quanto valiamo. Una volta raggiunta questa consapevolezza, comprenderemo il valore del restare soli e del piacere di godere anche della nostra compagnia, e non solo di quella degli altri.

La mancanza di abitudine nel restare soli

single soli

In altri casi, la paura di rimanere soli deriva dal fatto che non si è abituati: chi ha sempre vissuto in coppia, ha sempre identificato la propria vita come impegnata in una relazione. Quando si rimane single, in tale circostanza, subentra una paura legata alla mancanza di esperienza e di abitudine.

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